19-04-2010
Crediti Aziendali, il 25% diventano insoluti
Patto di stabilità e stretta creditizia presentano un conto che, per le imprese, è ancora salato: le insolvenze registrate, secondo Apiveneto Fidi, sono mediamente comprese tra il 20 e il 25% e stanno interessando trasversalmente tutti

“Compreso – dice Apiveneto Fidi – il metalmeccanico che, nella nostra zona, storicamente, evidenziava percentuali medie di molto inferiori”. Fra i settori maggiormente interessati dal fenomeno, spiccano il tessile e calzaturiero, il legno e mobili, il marmo e lapideo, con punte di insolvenza che, nei mesi scorsi, in qualche caso, hanno superato il 30-35%.             Le percentuali indicate non vanno evidentemente lette come incidenza finale delle perdite sui crediti, altrimenti poche imprese riuscirebbero a restare in piedi; gran parte delle insolvenze alla prima scadenza vengono infatti recuperate, però in ritardo anche di qualche mese. “E’ comunque ipotizzabile che non meno del 5-10% delle insolvenze, ovvero sospensioni o ritardi nei regolamenti delle transazioni commerciali, si trasformino poi in perdite definitive.”             L’utilizzo, a volte purtroppo improprio, della leva commerciale – viene evidenziato -, diventa così una fonte indiretta di finanziamento che molte volte è essenziale per la sopravvivenza stessa dell’impresa. Si genera così un circolo vizioso dove nessuno paga più nessuno, con gravi ripercussioni per la struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese soprattutto di piccola dimensione.             “Concedere ai propri clienti una dilazione di pagamento, anche di un solo giorno rispetto alla consegna della merce – spiega Gianni Tommasi presidente di Apiveneto Fidi – significa di fatto fare credito, sostenendo un elevato rischio finanziario, Eppure molte imprese, soprattutto di piccola dimensione, si trovano a concedere credito alla propria clientela senza alcuna garanzia sul pagamento della fattura e, a volte, senza nemmeno conoscere a fondo le controparti. Si lavora quasi esclusivamente sulla fiducia; ma questo oggi non è più possibile; la fiducia da sola non basta”. Tratto da "Il mattino di Padova"  (m.mar.)